Pitti Bimbo 82. Dita incrociate e panini al lampredotto

Taglia Petit ha deciso che è arrivato il momento di evolversi, di sedersi tra i secchioni della mini-moda e imparare, fotografare, raccontare.
Voglio entrare nel piccolo Tempio del fashion formato mignon e scovare tutto ciò che è moda vera per la vita vera. Tutto ciò che è parchetto-style, tutto quello che piace a noi.
E nello stesso tempo voglio vedere tutte quelle tendenze che gli stilisti hanno creato facendosene un baffo delle giornate in tandem mamma-bimbo. Facendosi beffa dei minuti contati, del fiato corto e della sciatica.
Non ascoltando il grido disperato d’aiuto di noi mamme, insomma!

E così, eccomi qui. Trolley tra le dita, family al seguito. Pronta a partire per la città italiana che in assoluto amo di più, dopo la mia Milano ovviamente. Pronta a riempirmi gli occhi di bello, la bocca di sorrisi e il palato di delizia. Pronta a salire su un treno per Firenze.

Perché forse, dal momento che non tutte le vite girano intorno al fashion in ognuna delle sue misure, non tutti sanno che stanno per arrivare i giorni del Pitti Bimbo. E’ arrivato uno di quei momenti dell’anno in cui oracoli e cervelloni della moda ci dicono come vestiremo i nostri bambini per il prossimo autunno/inverno.
Tra parchi colorati di giallo e rosso e monopattini. Tra ginocchia sbucciate e sorrisi.  Tra fiocchi candidi e lucine.

E quindi Taglia Petit ha deciso di imbarcarsi in questa nuova avventura. E si sappia che la parola “avventura” non è stata scelta a caso.
La strada che porta al Pitti è simile a quella percorsa da Dorothy, a Oz. Mattoncini gialli e scarpette rosse. Bella, ma difficile. Luccicante, ma non per tutti.

Non è sempre stato così. Ovviamente.
Io sono una di quelle con Saturno perennemente contro. Una di quelle con la fortuna più paperiniana che gastoniana. Per dire.

E così pare che, proprio per questa edizione, sia particolarmente dura avere la possibilità di varcare quella soglia evitando l’incenerimento, colpiti dagli occhi degli Oracoli come Atreiu.
Non tutti ci entrano. Specie se sei blogger, potrete ben immaginarlo.

Il tuo lavoro deve parlare per te. E in effetti è giusto così.

Ottenere quel Graal a stampa ironica e molto “giusta” – che poi è il Pass – richiede valutazioni e passaggi di step.
E noi? Aspettiamo.

pitti bimbo

Ricci e Capricci non ha nemmeno spento la sua prima candelina. E’ un blog giovane, ma nutrito con passione.
Probabile quindi che non avremo la possibilità di partecipare. Forse non stavolta. Ma mi sono detta che se Taglia Petit vuole diventare quell’audace rubrica che spera di essere un giorno, un tentativo andava fatto.

Che poi, se i miei Ugg riuscissero a entrare nella Fortezza da Basso la soddisfazione sarebbe proprio tanta. E voi entrereste tutti con me a tenere alto il baluardo della nostra idea di fashion.
Saremmo scarpe comode tra tacchi dodici. Spettinati tra messe in piega perfette. Ma saremmo tutti sorrisi e occhi spalancati.

Perché io sarei pronta a imparare, fotografare, raccontare. E avrei cuori o saette nelle pupille.

E se anche dovessimo rimanere fuori, per stavolta s’intende, io racconterei lo stesso. Lungarno nelle narici e un panino con il lampredotto in mano.

Spero abbiate voglia di partire con me. E magari di tenere anche due dita incrociate.

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