Avviso di chiamata

La parola “mamma” pronunciata dai tuoi frugoletti è musica allo stato puro. Non c’è nulla di più melodioso.
Vero.
Ma in certi momenti vorresti semplicemente sentirla una mezza dozzina di volte in meno al giorno, con il giusto numero di vocali e ad un volume rientrante in parametri non dannosi per il tuo timpano!

È quanto sto sperimentando in questo luglio in cui il record di “chiamata di mamma da parte dei suoi piccoli” sta per per essere polverizzato dai miei nani urlatori – tesori un po’ vivaci.

Da una parte ho Biscela:

Mamma, guarda cosa faccio?! Mammaaaa, mammaaaaaa!!!!! Guarda?!
Amore sì, finisco di cambiare il pannolino a Pietro e arrivo” – che nel frattempo si dimena a più non posso, rendendo l’operazione complicata quanto una a cuore aperto!
Ma daiiiiii, che pizza!!!! Dajeeeee!!” – (giuro che lo dice) – “Mammaaaaaa!!!! Ho detto guardaaaa!!!! Mammaaaaaaa!!!
Ok, eccomi!
Parte un salto da un letto all’altro e in pochi secondi tu visualizzi il melodramma di un incontro ravvicinato tra la sua testa e lo spigolo del davanzale vicino, una corsa pazza al pronto soccorso e punti a volontà tra fiumi di lacrime, le tue.
Perdi quegli insignificanti dieci anni di vita in dieci nano-secondi.
Poi ti risvegli dal trance e realizzi che stai diventando Ally McBeal.

E così via, la tua giornata procede in mezzo ad una raffica di:
Mamma posso…?
Mamma voglio…
“Mamma, non voglio…”
“Mamma, mi scappa…”
“Mamma, mi porti in braccio…?”
Mammaaaaaaaa…

Dall’altra c’è Pietruncoli. Non parla, ma si fa capire benissimo.
Non posso lasciare una stanza senza sentire urla imbufalite. E ci tengo al termine: imbufalite, non disperate. Il sottotitolo è cristallino:
Mammaaaaaaaa… Dajeeeee!!!

Ingrana la quinta e parte a gattoni, ti raggiunge e inizia a fare free climbing sulle tue gambe. Qualsiasi cosa tu stia facendo. Urlando.
E quindi qualsiasi cosa tu stia facendo diventa una missione impossibile in cui ti contorci nel vano tentativo di portare a termine l’operazione mantenendo in equilibrio il pupo.
Perché anche qui spesso scatta la fase Ally McBeal, tale e quale a sopra.
E finché non ha ottenuto ciò che vuole non demorde, puoi starne certa!

Ovviamente tutte le chiamate arrivano in contemporanea. E finché non rispondi semplicemente i decibel aumentano, cosa che automaticamente fa scattare il livello di difficoltà superiore mandandoti in tilt!

Sono arrivata ad una conclusione: altro che tata, a me servirebbe una centralinista specializzata in casi estremi. Una tosta. Non so, una che abbia lavorato al call center dell’Agenzia delle Entrate o simili. Una che semplicemente mi sappia gestire tutti questi avvisi di chiamata!

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