I bambini preferiscono le bionde

Si dice che gli uomini preferiscano le bionde.
Qualcuno ha aggiunto poi – e credo con un certo disappunto dato dall’appartenenza alla schiera opposta – che tanto, alla fine dei giochi, si sposano le more. E lo ha precisato evidentemente con un elegantissimo gesto dell’ombrello, tutto soddisfatto. Tiè.
Il perché le cose dovrebbero stare così resta un mistero ma, in mezzo a tutto questo, io mi sono sempre chiesta per quale motivo le castane e le rosse non dovrebbe filarsele nessuno. Faranno un po’ la parte del famoso terzo litigante? Non è dato sapere.
Fatto sta che a me ‘sta legge qui non ha mai convinta.

Ultimamente sto guardando la cosa da un’altra prospettiva però.
Quella di un morettino di quattro anni (“e mezzo”, aggiungerebbe lui piccato), ovvero il bel Biscela, che pare vantare all’attivo un bel poker di fidanzate, quasi tutte bionde. Per quel che può voler dire avere la fidanzata a quest’età ovviamente, ma – si sa – anche i bambini hanno le loro simpatie.
E quindi ho osservato, mi sono fatta qualche risata e sono giunta ad una conclusione profondissima, grazie alla quale ho elaborato una teoria che non fa una grinza. E che forse cambierà il mondo.

Nel microcosmo dei bambini la blonde rule è una realtà assoluta e provata

Ultimamente le conversazioni con il mio quattrenne mi riportano infatti ai tempi dell’asilo, o anche a quelli delle elementari (che chiaramente oggi non si chiamano più così, ma ciccia, credo non mi abituerò mai a definizioni come scuola per l’infanzia o primaria).
Ecco, quando ero bambina io in effetti quella bellissima della classe era sempre la californiana mancata. Eri considerata una meraviglia dagli altri bambini nella misura in cui i tuoi capelli erano biondi e lunghi. Lo stesso valeva per i maschietti, eh?! Checché se ne dica i più gettonati avevano come denominatore comune capelli dorati e dritti come spaghetti.
Si preparavano insomma le basi per quella che sarebbe diventata nell’adolescenza la famosa sindrome del tedesco in vacanza. Ma questa è un’altra storia.

Oggi capisco comunque come, quella della blondie-mania, non sia una disgrazia capitata tra capo e collo solo a me, non bionda ovviamente. Ma manco mora se è per quello.
Oggi capisco che è così e basta.

Sorrido guardando il mio ricciolino incantarsi e arrossire davanti a una bambina. Che guarda caso è sempre bionda. Mi trattengo a fatica se, guardando la televisione, cambia espressione alla comparsa della classica pubblicità dello shampoo con la bellona dai capelli color del grano. Ma guai a chiedergli un parere, eh?!

E poi ci sono quelle volte in cui vai a prenderlo all’asilo – pardon, alla scuola per l’infanzia – e al tuo fianco c’è la mamma della sua amica, una di quelle con il biondo nel dna, da generazioni.
Tutti i compagni di scuola sono adoranti e lui, poco dopo ti butta lì casualmente la proposta:
Mamma, perché non ti fai bionda?“.
Ehm…

Ultimamente poi mi è capitato addirittura di sostenere conversazioni ai confini dalla realtà, più volte purtroppo. Del tipo:

IO: “Amore, scusa sono arrivata un pochino in ritardo perché una ragazza con la sua macchina aveva bloccato la mia nel parcheggio. Non potevo uscire.”
BISCELA: “Era bionda?”
IO: “Ehm…”

O ancora:

IO: “Amore, sai che io e papà abbiamo visto un bellissimo film al cinema?”
BISCELA: “Piace anche alle bionde?”
IO: “Ehm…”

E così via.
Cose della vita per le quali, semplicemente, non hai una risposta.
Se non una.

I bambini preferiscono le bionde.

 

 

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