Bambole e muscle car!

L’altro giorno mio marito accompagna Biscela alla scuola materna. All’ingresso trovano un paio di bambine con una mamma, acida come uno yogurt scaduto da un po’. Le bimbe parlano di “Frozen” e il mio nano tutto allegro dice: “anche a me piace, Olaf è forte!”.

Lo yogurt gli risponde: ” beh bambino, è un po’ da femmine…”
Allora mio marito le chiede se le sue figlie avessero mai visto “Cars” o giocato a pallone. Ovviamente no.

Quando Andrea mi ha raccontato il siparietto solo una parola mi è venuta in mente. No, non è quella che state immaginando… Cioè, ammetto per qualche secondo di averci pensato… Ma l’unica parola che può descrivere davvero questa mamma è: LIMITATA.

Ho sempre sostenuto che maschi e femmine, bimbe e bimbi possano divertirsi esattamente allo stesso modo. E lo penso a maggior ragione oggi che sono mamma: non esistono giochi da principi o da principesse.

image Più i bambini sono piccoli e meno sono coinvolti dalle convenzioni sociali e più interagiscono liberamente, giocando con qualsiasi cosa.
Biscela un momento è uno chef (il più delle volte Alessandro Borghese), ora è un dottore l’attimo seguente un papà. La sua fidanzatina fa la cuoca, la dottoressa e la mamma. Giocano a palla, a rincorrersi e riempiono fogli di colori.
I loro giochi si fondono e si intrecciano. Supereroi e principesse, macchine e bambole tutto insieme in un vortice fantastico!image image image

Poi è ovvio… c’é la natura. E allora ci sta che Biscela abbia un’attrazione fatale per le macchine e abbia una cultura su tutto quello che ha un motore pari a quella di Fernando Alonso, ci sta che mi chieda ossessivamente di giocare al Gas Monkey Garage (“mammaaa, tu sei Aaron… Il capo-meccanico!”). E ci sta che la sua biondissima amica collezioni principesse e PinyPon (che non ho ben capito cosa diavolo siano, ma spopolano!).

Come ci sta che gli uomini impazziscano per calcio e motori e noi donne per moda e film romantici.
Ma siamo sicuri che sia per tutti così? E poi… una cosa esclude l’altra?
Io per esempio ho sempre avuto un debole per la moda, ma fino all’arrivo di Biscela indossavo molto volentieri la maglia della mia squadra del cuore per andare allo stadio.
Ho una zia fashionista pura, seconda forse solo a Victoria Beckham. Eppure è anche una grande appassionata di motori: faceva la navigatrice nei rally e ora ha un’auto sportiva (che guida in modo decisamente sportivo!).
Conosco molti uomini che non disdegnano una giornata in spa, che amano prendersi cura del proprio corpo, che sono sempre attenti al look. E allora?!

Davvero, mi chiedo, siamo ancora qui a ragionare per stereotipi? Nel 2015? Siamo seri, dai!

Lasciamo che i bambini seguano il loro istinto e che attraverso i loro giochi sperimentino. Lasciamo che -perché no?! – imparino dai momenti ludici!
Blateriamo di parità, di libertà di espressione e poi siamo ancora qui a scandalizzarci per un maschietto che gioca con una bambola! Perché diciamolo, i più sono pronti a tollerare una bimba che gioca con palla e macchinine etichettandola come “maschiaccio”. Ma un bimbo con bambole e pentolini, per carità!

Beh, a tutti questi bigottoni do una notizia: i bambini di oggi saranno gli adulti di domani. I loro giochi di oggi sono propedeutici alla vita, sono espressione delle loro emozioni, sono il riflesso di ciò che hanno intorno. Altri giochi servono a tirar fuori l’aggressività, a permettere loro di sfogarsi. Altri ancora a divulgare creatività.
Perciò un bambino che gioca a fare il bagnetto alla sua bambola è probabilmente un bimbo che vede il proprio papà fare la sua parte in casa e curare i figli. È un gioco che insegna ad accudire, e non può esserci nulla di sbagliato in questo!
Una bimba che gioca alla lotta o alla guerra forse ha bisogno di tirar fuori una dose di aggressività che altrimenti esploderebbe in altri modi.

E poi dirò di più…mia cara yogurtina, se anche tutto questo servisse “solo” allo scopo di divertire i miei nani sarei felice ugualmente!! Il loro sorriso è il mio e non c’è niente di più bello.
Perciò… principesse, draghi, cavalieri, bambolotti, costruzioni e soprattutto macchinine. Ecco il mondo fantastico di Biscela. Magari può insegnare qualcosa!

Yogurtina cara… open your mind!

2 Commenti

  • alessio ha detto:

    Concordo pienamente con i tuoi commenti. Il mio bambino guarda Frozen come Pippi, gioca con le bambole come con le macchinine e la palla. Quando giocano insieme con i fiori in legno è il massimo! Qualcuno mi ha detto che è importante che i bambini siano lasciati liberi di vivere e di esprimersi. Le limitazioni le lasciamo ad altre cose… bell’articolo!

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