Carrie Bradshaw Vs. Sora Lella – secondo round

Se al primo round “Carrie Bradshaw vs. Sora Lella” si finisce pari e patta, al secondo giro la povera fashionista decide di dare direttamente forfait.

Fondamentalmente era una tua fantasia primordiale, ma ora hai preso coscienza di te stessa e ci hai messo sopra un bel macigno. Continuerai a guardare le repliche di “Sex and the City”. Questi saranno d’ora in avanti i rapporti con Carrie. Ko poverina.

Allo stesso tempo l’ombra della Sora Lella sopraggiungerà nuovamente minacciosa, evocata dalle solite malelingue.

Ma, fatta eccezione per momenti ormonalmente vorticosi, avrai la meglio sulla parannanza. Ovviamente sempre nel nome della famosa autoconsapevolezza acquisita e bla bla bla. Ko anche la cara Sora Lella.

Quindi si può dire abbastanza tranquillamente che, sì, ne uscirai vittoriosa: rimarrai quantomeno te stessa, stravolta, ma sempre tu… e decisamente felice, questo posso assicurarlo.

 

Perciò eccoci: alla fine arriva il secondo.

E non è un film di Ben Stiller.

 

Dunque, cominciamo col dire che, praticamente da subito, ci sarà modo di notare la differenza tra gravidanza#1 e gravidanza#2. O almeno per me la discrepanza è stata immediatamente cristallina!

Durante l’attesa di Biscela ero coccolata come poche, forse anche troppo. Anzi no, le coccole non sono mai troppe. Ma sicuramente in quanto ad attenzioni non ero seconda a nessuno su questo nostro caro pianeta!

Mio marito era costantemente vigile affinché non facessi sforzi. Di un carino imbarazzante nei suoi tentativi di risparmiarmi qualsiasi fatica, dal portare una busta della spesa al rifare il letto al mattino.

E poi tutti i vizi…una volta ho detto che avrei bevuto volentieri una Lemon Schweppes e il pomeriggio stesso ne avevo qualcosa come cinque bottiglie nel frigo! E mi procurava film di Woody Allen da guardare. E mi lavava l’insalata con l’Amuchina, giuro che lo faceva!

Al secondo giro non solo i vizi erano pressoché spariti. Andavo con il mio Biscela ovunque, e vi posso garantire che qualsiasi duenne che si rispetti con mamma pancia-munita vorrà fare sempre tutto rigorosamente “in braccio”. In più, sfidando l’iperemesi che ha contraddistinto i miei “secondi nove mesi”, ho affrontato un trasloco e sbancalato scatoloni a più non posso.

Inutile dire che l’Amuchina mio marito nemmeno la comprava più!

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Il momento del parto poi è stato emblematico: se la prima volta alla minima avvisaglia ci siamo fiondati in pronto soccorso con l’ansia alle stelle e mio marito non ci ha mollati un attimo, la seconda ho aspettato svariate ore prima di decidermi.

Le cose sono andate pressapoco così.

2.10.2014. Ho contrazioni leggere ma regolari dalle 5.00 del mattino, ma voglio aspettare che Biscela vada all’asilo. In mattinata tra l’altro deve arrivare il gessista (mica pizza e fichi, scusate!), mio marito decide di rimanere a casa. Mi raggiungerà più tardi, io vado avanti con mia madre.

Dal momento che quel giorno tutte le milanesi “in scadenza” hanno deciso di sbloccare la situazione e che tutte vogliono partorire nel “mio” ospedale, l’attesa al pronto soccorso si fa decisamente lunga.

Io nel frattempo tra una contrazione e l’altra ricevo telefonate da mio marito del tipo: “il gessista chiede se la copertura la preferiamo così o cosa’, tu che dici?”!!!!! Poi arriva una tizia urlante e io decido di chiamare un’ostetrica e che, dopo più di un’ora di attesa, è il caso di far passare avanti questa poveraccia che di sicuro ha più bisogno di me. Io ho ancora un sacco di tempo!!!

In realtà, dopo il gesto caritatevole, una ragazza di fianco a me (che evidentemente fino a quel momento ha pensato bene di cronometrarmi in silenzio) mi fa: “ma sei matta?? Hai una contrazione ogni due minuti”…. Ah ecco, non me ne ero accorta!

Morale, sono già dilatata di 3 cm e, dato che la tizia urlante si è presa l’ultimo posto (il mio!!!!!), saluti e baci mi trasferiscono!

Insomma, non ci saranno tutte le attenzioni della prima volta… nemmeno da parte tua! Non sei più tu la star e continuerai a pensare al tuo “grandone” a casa.

Io lascio chiuse le porte della sala parto, ma ovviamente sappiate che anche per noi, alla fine di tutto, il mondo si è capovolto di nuovo, è arrivato il secondo… Il nostro piccolo Pietruncoli.

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Anche dopo il parto la musica non cambia. Tutto è più veloce, tu corri e ti impegni il doppio e appena fuori dall’ospedale sei già in pista per il tuo primogenito. Non vuoi che patisca la tua assenza.

È così, ti ritrovi a meno di una settimana dal parto in macchina per andare alla scuola materna o in posizioni che sfiorano l’arte del contorsionismo per giocare al Lego mentre dai la poppata.

Ti ritrovi a chiederti come hai potuto pensare di essere oberata di cose da fare PRIMA… altro che multitasking!

 

Ora, io non so ancora dire se è vera la favola delle energie che si moltiplicano, nel mio caso direi che al momento scarseggiano, anche se tutto sommato si tiene botta.

Quello che so è che l’amore riesce ad espandersi in un modo che non avevi previsto. Prima di Pietruncoli pensavo che per me sarebbe stato impossibile amare qualcuno quanto il mio Biscela… mi sbagliavo! Ti ritrovi doppiamente innamorata. Può sembrare una frase fatta, di quelle da cioccolatino… ma non saprei come altro descriverlo!

 

Perciò… sì, il fisico e la pazienza sono messi a dura prova e spesso ti sembra di essere un dilettante allo sbaraglio. Non hai libretti di istruzioni per gestire la nuova realtà a quattro e non ci sono ricette per affrontare tutti i risvolti che questa crea. Ma cavolo (si può dIre?! Biscela mi sgrida sempre!)… quel famoso lettone pieno, quelle risate tutti insieme sul tappeto, quel primo Natale in quattro, quelle rare volte in cui spiando il tuo primogenito lo becchi a fare il gioco del cucù al piccolo… beh, ti fanno capire davvero che vale la fatica, vale il rischio, vale tutto!

 

 

 

 

 

 

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