Certe notti

Certe notti la palpebra è stanca ma di stare aperta non decide lei.
Certe notti hai sonno e non conta, quello che conta è se sopravviverai.

Ecco. Sono le mie notti, da quattro mesi a questa parte.

Notti che hanno visto calare vertiginosamente la media ore sonno, roba che nemmeno Bob Sinclar nel pieno di un tour di serate è così in deficit di riposo!
Le mie notti fanno impallidire i più accaniti discotecari d’Italia. Perché poi al mattino dormono. Loro!

Io mi sciacquo la faccia, mi faccio due dosi di caffeina e via.

Sono notti in cui ormai sono pronta a tutto.
Perché, anche se ormai ho imparato a muovermi come un ninja nel buio e a dormire come Tutankhamon nel sarcofago – ovvero senza movimenti e possibilmente nemmeno respiri superflui – beh, lo so: lui si sveglierà!
Perché lui sente anche il battito delle ciglia, il fruscio delle lenzuola e il maledetto scricchiolio del parquet – quello che provo ad evitare camminando in ogni modo possibile, manca solo un tentativo con le pattine ai piedi modello “Sciura Maria”, cosa che probabilmente farò a breve!
Perché lui si sveglia comunque, e riaddormentarlo diventa sempre più dura!

La verità è che Pietruncoli di notte diventa un piccolo vampiro – anzi, ora che ci penso mi devo ricordare di non mostrargli dell’aglio! – e la sua mission credo di aver intuito sia “prosciugare la mamma”.
Ovviamente stiamo parlando di un vampirello ciuccialatte, ma riesce comunque nel suo intento “prosciugatore”, credetemi!

E così le stiamo tentando un po’ tutte.
Il povero Pietruncoli con il suo lettino è transitato nelle diverse stanze della casa come un piccolo nomade, perché in cameretta con il fratellone non ha proprio funzionato.
Quindi, gira che ti rigira, eccolo di nuovo di fianco al nostro lettone!
Confidavo che con la pappa serale, a pancia piena, avrebbe russato con tanto di bolla al naso – stile manga jappo – fino al mattino. Confidavo male.
E poi i diversi rituali per la nanna, il latte, la camomilla.
Niente. Non cambia niente!
Lui si sveglia co-mun-que!

Anche se qui sembra dormire come un angioletto, lui si sveglierà!

Anche se qui sembra dormire come un angioletto, o forse più come Superman, lui si sveglierà!

Quindi ho capito.
Semplicemente, non si può restare soli certe notti qui, che se ti va bene dormi così così.
C’è bisogno di alleanze, di fare i turni. E anche così è dura!
Perciò, se con Biscela mio marito non si è accorto di quasi nulla, ora al mattino indossa anche lui occhiali da sole scuri di default!

E, anche se la maggior parte delle “mamme da parco” dice il contrario, io lo so che è così per tanti altri occhi stanchi.
So che molte di voi capiranno le mie occhiaie nel profondo!

Ma vi dico una cosa.
Guardando al futuro, noi mamme della notte, cerchiamo la luce immaginando il momento in cui tenteremo di sbattere giù dal letto senza successo un adolescente brufoloso.
E, sapendo che in quel momento penseremo inspiegabilmente a queste notti con un pizzico di nostalgia, resistiamo.
Consumiamo quintali di correttore e litri di caffè guardando il mondo che si palesa davanti a noi ogni mattina in modo più confuso attraverso i nostri occhialoni scuri.
E, pensando che ogni nottataccia passata è una di meno, mettiamo un flag e andiamo avanti. E diventiamo più toste.
Perché oh… prima o poi – per la precisione alla prima notte del pupo dai nonni – cinque ore di sonno filate toccheranno di nuovo anche a noi!

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