Continuare a sentirsi, continuare ad amarsi. Un controllo importante

Metti una mamma, una mamma speciale. Una di quelle che non si stanca mai di ascoltare la propria bambina, da sempre. Fin dai tempi in cui quella bimba era prêt-à-porter, cullata nel suo pancione.
Metti una mamma, che oggi è una nonna. Una che mette in campo tutto il cuore che può per coccolare, ascoltare, vivere i propri nipoti.
Una che fa ogni cosa con cura, ogni gesto con amore vero.
Una che ancora oggi sta al fianco della propria figlia, come ha sempre fatto. Leggera e in punta di piedi come una ballerina, ma salda e forte, come una roccia che col tempo ha saputo mutare e adattare le sue forme anche nelle tempeste. Senza spostarsi mai di un passo.

Quella mamma, la mia di mamma, è la prima che ancora oggi chiamo quando ho bisogno di un consiglio, di un aiuto o semplicemente di una voce amica.
Quella nonna, la nonna dei miei figli, è un vero punto fermo. Perché lei oggi è anche la loro roccia dalle scarpette a punta, non più solo la mia. E io ne vado davvero fiera.

Mia mamma è quel tipo di nonna che corre a ogni chiamata, che porta i bambini al parco, che insegna cose e che sa impararne a sua volta da loro. Perché sa ascoltare.
È una donna che sa vivere pienamente, sia i propri interessi personali che il nostro piccolo grande cerchio d’amore. Una che sa raccogliere a piene mani e dare molto di più.

Ecco, “pienamente” è l’unico modo in cui desidero che lei continui a vivere la nostra famiglia ed è esattamente per questo che ho deciso di iniziare con lei e per lei un percorso di cure, proprio in occasione della sua festa.

Noi siamo partite dall’udito 

In questa strada che vuole essere fatta di cure e amore, di prevenzione e consapevolezza, sono partita da un piccolo gesto. Che però ha un valore davvero grande.
Ho deciso di accettare l’invito di Amplifon e di iniziare il nostro percorso da un controllo dell’udito, quel senso che troppo spesso diamo per scontato ma che ci collega al resto del mondo e ci permette di viverlo nella sua totalità.

Non potrei immaginare di non riuscire più a comunicare liberamente con mia mamma.
Le sere non sarebbero più le stesse senza le sue telefonate, la vita non sarebbe più la stessa senza le nostre chiacchiere.
Non potrei pensare a una vita per i miei figli senza la loro nonna, quella che oggi è in grado di portarli con sé ovunque e di tenerli al sicuro. Come fossero con me.
In tutto questo – può sembrare scontato, ma non lo è l’udito gioca un ruolo fondamentale.

Ecco perché ci siamo prese un po’ di tempo per noi, come ai vecchi tempi quando era lei a prendersi cura di me. Ecco perché abbiamo invertito i ruoli e abbiamo fissato qui il nostro punto di partenza.
Il nostro inizio non poteva che essere questo senso, quello che ci consente di viverci appieno e che troppo spesso con l’avanzare dell’età diventa fragile, allentando o spezzando i collegamenti con il mondo. Perché quando il volume del mondo si abbassa, si crea una bolla intorno a chi non riesce più a sentire, ascoltare e – di conseguenza – comunicare come prima.
Tutto questo fa sì che la persona in questione si isoli dal proprio cerchio dell’amore. Tutto questo è quello che io non voglio accada mai a noi.

Il nostro controllo 

Ho preso dunque un appuntamento per un controllo dell’udito in un centro Amplifon e l’ho portata con me, per verificare questo senso tanto prezioso.
Non avevo assolutamente idea di cosa ci attendesse, di certo non mi aspettavo la deliziosa accoglienza e la straordinaria delicatezza con cui l’esperta ha condotto la visita e si è presa cura di mia madre.

Il test è stato accurato e minuzioso, ma condotto in modo piacevole e col sorriso.
È partito da un colloquio in cui l’esperta ha cercato di conoscere mia mamma, il suo stile di vita, il contesto in cui vive e in cui ha lavorato. Ha voluto entrare davvero in contatto con lei, calarsi nei suoi panni per capire quale sia la sua percezione del mondo nelle diverse situazioni che scandiscono una normale giornata e conoscere i suoi eventuali momenti di difficoltà e disagio legati all’udito.
È iniziata poi una fase più tecnica e a mia madre sono stati fatti ascoltare dei suoni con modalità differenti, su frequenze diverse, a volume più o meno alto.
Dopo un attento controllo ci ha parlato a lungo, spiegandoci passo passo l’esito del test appena eseguito.

Un nodo al fazzoletto 

Il risultato? Le nostre chiacchiere e la nostra complicità sono al sicuro: mia mamma ci sente benissimo!
Nonostante questo però l’esperta è stata chiara: intorno ai sessant’anni ripetere periodicamente questo tipo di controllo è importantissimo per intervenire tempestivamente con una soluzione appropriata qualora insorgano delle difficoltà, piccole o grandi che siano.

Nodo al fazzoletto quindi: tra un anno o poco più torneremo a controllare che il volume nel mondo di mia mamma resti sempre al massimo, esattamente come lei!

Avete in mente lo stesso piccolo gesto d’amore per vostra madre? Potete prenotare un controllo qui, oppure chiamando il numero verde 800 046 385.

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