Giù le mani dalle mie Feste… Befana!

Anche quest’anno la Befana è arrivata e ci ha riempito calze e calzine di leccornie irresistibili, tanto per aiutarci a mantenere il peso-forma raggiunto così duramene a botte di abbuffate durante vacanze appena passate! Poi, come da tradizione, è sfrecciata via a bordo della sua Desmo-Scopa, portando con sé tutte le luci, gli scampanellii e le Feste! E tanti saluti…

Ecco, io quest’anno più che mai ho provato un’antipatia pungente per la dolce vecchietta dal cappello alla romana. Nemmeno quelle scarpe tutte rotte mi hanno fatta intenerire questa volta!

E mi domandate anche il perché di tanta avversione?! Beh, ha un vizio che preferirei perdesse, la Signora: riempirsi il sacco di tutte le Feste. Delle MIE Feste!!! Cosa se ne farà poi, dico io?!

E quindi l’ho attesa al varco, col piglio di chi avrebbe volentieri sprangato porta e finestre… Mi sarei barricata in casa fingendo ancora brindisi di auguri, io!  Peccato che Biscela la aspettasse con tanta impazienza, perciò non c’è stato verso: abbiamo dovuto offrirle latte, biscotti e le poche ore di vacanza che ci restavano. Il tutto in cambio di Lego, libri e caramelle gommose.

A me non è sembrato un grande affare, tutt’altro. Perché queste Feste sono state per me davvero speciali e non avrei voluto mollarle nemmeno sotto tortura!

Quando hai bambini piccoli che scorrazzano per casa è un po’ come se si riavvolgesse anche il tuo personalissimo nastro. Tutto ricomincia, con uno scintillio che col tempo si era perso. Con un pizzico di magia che non avresti più creduto possibile!

Hai quelle vocine intorno che cantano canzoncine di Natale storpiate ad ogni momento della giornata. E che hanno il fantastico potere di riempire una stanza! Quell’entusiasmo carico di emozioni e aspettative. Quella voglia irrefrenabile di accendere luci, decorare, scrivere letterine…

E tu torni a quando avevi quattro anni, ma con una bella dose di amore in più!

Queste sono state le Feste dei piedini nudi e impazienti che fanno cik ciak sul parquet alla mattina di Natale, perché non si può proprio perdere tempo a mettersi le calze quando sai che Santa Claus è passato!

Sono state le Feste delle nuvole di carta colorata sparse per tutta la casa, delle giornate passate a riorganizzare la cameretta nel vano tentativo di pigiarci dentro tutti nuovi arrivi. Quelle delle risate a crepapelle, degli hamburger divorati in freddi mezzogiorni di sole milanesi, degli antibiotici dati col truchetto della Nutella e delle autentiche cucchiaiate golose.

Sono state le Feste dei sogni e delle belle speranze, della voglia di fare, delle notizie felici (perché un piccolo nuovo amico ha deciso di uscire dal pancione della sua mamma, come un dono meraviglioso), dei fantastici quattro.

Sono state le Feste in cui siamo stati sempre noi, insieme, inseparabili, indissolubili. Stanchi e spettinati, ma belli e con sorrisi più luminosi dell’albero in salotto.

Nei giorni in cui ogni genitore italiano stappa le bottiglie più pregiate della propria cantina per la riapertura degli asili, io rappresento quindi la classica eccezione che conferma la regola e faccio fatica a rimandarci i miei monellini. Troppa la nostalgia di piedini impazienti e canzoncine storpiate!

Le ho amate visceralmente io queste giornate. E allora ti chiedo, cara la mia Befana: che bisogno avevi di portartele via tanto in fretta?!

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