i segni hanno le gambe corte

Ho sposato un Vergine. Lo sapevate?
Ebbene sì: mio marito appartiene alla categoria più pignola dello zodiaco.
Ma è un precisetti atipico.
È un disordinato cronico, per dirne una, e non ha ancora assimilato le norme base del vademecum sulla casa che impartisce quella rompiballe che poi è la sottoscritta.
Perché va detto: lui sarà disordinato, ma io sono una vera rompiballe. E nonostante il mio essere Acquario. È una sfiga e prenderne coscienza fa bene.
Ma una cosa in mia difesa va detta: le regole del vademecum sono semplici e di assoluto buon senso, eh?! Tipo:

– Le scarpe in salotto non sono particolarmente gradevoli – in nessun senso!
– Odio – e scelgo con cura e non a casaccio il termine – la borsa della palestra lasciata all’ingresso.
– Una montagna di kleenex post-crisi-allergica non equivale ad una scultura postmoderna da tenere in bella mostra sulla scrivania!

E così via.
Ma tanto richieste come queste vengono bellamente ignorate e provo a farmene una ragione da quel dì. Ma si sa che i segni zodiacali sono come le bugie: hanno le gambe corte! E quindi saltano sempre fuori, in un modo o nell’altro.
L’animo pignolo – ovvero la versione 2.0 del mio Riccio #1, modello “Furio” di “Bianco, Rosso e Verdone” – salta quindi fuori quando meno te lo aspetti:

Consumi troppa carta igienica? Attenzione, un Vergine ti tiene d’occhio.
Non elimini prontamente il cartone che tiene insieme i vasetti dello yogurt? Erroraccio. Un Vergine ti sta osservando.
Chiudi male la confezione dei biscotti? – (e Riccio#1 aggiunge “la apri anche peggio”!!) – Per il Vergine questo non è tollerabile!!!

Furio

Ma va bene così: io il mio “Virgo” me lo sono scelta anche per questo! Ci facciamo delle belle risate noi!

Certo, chi si aspettava di dare alla luce il re dei pignoli?!
Il mio Biscela. Bilancino doc.
Aveva già dato buoni segnali di precisione estrema grazie al gioco delle macchinine: creazione di file divise per colore o per decennio di produzione. Ecco il lavoro – ed è proprio il caso di chiamarlo così! – preferito. Spostare anche un solo elemento in modo improprio è un gesto insano che rischia di scatenare la furia!

E in questa estate al mare quest’indole è decisamente esplosa!
Sporcarsi di sabbia per Biscela non è, come per tutti i bambini, un divertimento assoluto.
Gioca, ma a modo suo.
Se si partecipa alla costruzione di un castello o alla creazione di una buca c’è chi porta secchielli d’acqua, c’è chi lavora di paletta. Il mio Ricciolino ha un ruolo più simile ai vecchietti che osservano i lavori in corso e, mentre tutti i bimbi ne escono con sabbia fino alle orecchie, lui è sempre lindo e pulito!

E poi c’è il problema di dove si cammina.
Se compare qualche granello di sabbia sul terreno via le ciabatte, che se ne entra un pochino a contatto col piede siam fritti!
Se si va nella zona piscina peggio mi sento. Di solito vedo orde di piccolini scatenati che corrono avanti e indietro noncuranti di qualsiasi cosa, come dev’essere a quell’età.
Biscela no. Lui vede lo sporco delle piastrelle – giuro che lo vede!
E quindi si cammina come sulle uova e questa volta rigorosamente con le ciabatte!

Che dire, col terzo uomo di casa avrò vita più facile?
Troppo presto per dirlo ovviamente.
Ma cosa mi consigliereste se vi dicessi che Pietruncoli è un altro Bilancia mignon?!

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