Il lusso della febbre

Ammalarsi quando si hanno bambini piccoli. Ecco un lusso non concesso. Mai.

Nella vita precedente a quella di mamma ci si ammala poco e ci si coccola molto.

L’influenza arriva più o meno con cadenza annuale, di solito quando il telegiornale avverte dell’incombere di un morbo dilagante dalla provenienza straniera. E allora tutti se la beccano, te compresa.

Ma che importa, ti chiudi in un bozzolo di lana e seta per i giorni necessari alla ripresa, magari anche per uno in più.
Latte, letto, buoni libri e film come se non ci fosse un domani. Curi il corpo, coccoli lo spirito. E torni come nuova, forse anche meglio, nel giro di poco!

Dopo l’arrivo dei bimbi la situazione si capovolge di netto, provare per credere!

I virus diventano degli sgraditi abitué in casa e, ovviamente, uno su due è tuo!
Ti prendi sindromi di ogni tipo per tutto il lungo inverno – e anche per buona parte della primavera, diciamocelo! – e si vive a settimane alterne, come le targhe milanesi nei picchi di smog.

Ma qui non ci sono domeniche, Natali né tanto meno febbri!
Di mamma ce n’è una sola e non sono contemplate sostituzioni per malattia, questo è quanto. È giusto così.

Questo vuol dire ritrovarsi in piedi anche con 39 di febbre a preparare la cena per i bimbi, oltre che a chiedersi il proprio nome.
Vuol dire avere un piccolo spettatore in bagno quando il gioco del virus gastrointestinale si fa più duro.
Vuol dire cercare eroicamente, ma con risultati pessimi, di giocare alla gara delle macchinine innescando una lotta all’ultimo battito con le palpebre, che combattono per chiudersi.

Tutto questo ovviamente ti fa ritrovare una forma decente nel tempo record (negativissimo) di una settimana circa, con le difese immunitarie decimate e nuovi virus pronti all’attacco! Altra battaglia persa in partenza… nemmeno il Massimo Decimo Meridio degli anticorpi potrebbe farci molto!

Ma sappiate che esiste una condizione ancora più estrema – perché di attività estreme si tratta – molto, ma molto frequente.

Parlo ovviamente del virus formato famiglia, il famoso 3×2 non richiesto.

Di solito parte tutto dal più piccino di casa che, come un piccolo untore, sistema per benino tutti gli altri inquilini. E sghignazza!

In questa situazione la malcapitata mamma deve dar fondo a non si sa bene quali energie, nel vano tentativo di curare gli altri e, forse, anche sé stessa.

Bene, vi assicuro che riuscire a non invertire i dosaggi dei medicinali e prestare fede a tutti gli appuntamenti con gli antibiotici mentre sei tenuta sotto scacco dal virus dell’anno, beh, ha dell’incredibile! O almeno lo è per me, che di eroico durante le malattie non ho mai avuto molto.
E quindi mi do gran pacche sulle spalle per l’impegno e il sudore versati!

Non so se la famosa super-mammaquella simpaticamente in dotazione ad ogni parchetto – riesca davvero con 39 di febbre a fare centrifugati di frutta fresca, mantenere la casa splendida splendente, curare tutti quanti, portare in giro il cane e darsi pure una passata di smalto… sono un tantino scettica a riguardo!

Anzi, diciamo pure che io a Wonder Woman non ci ho mai creduto… e continuerò a non farlo!
Anche perché so già che, se mai la dovessi incontrare, non andremmo nemmeno troppo d’accordo!
E secondo voi, tra una tipa dotata di sguardo laser e una che arranca con 37.5 di febbre chi avrebbe la meglio?!

 

N.B. Post scritto su esperienza molto diretta. Gli eventuali passaggi confusi conferiscono maggiore autenticità al pezzo.
In questo preciso istante: temperatura di 37.5 in decisa ascesa.

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