La calma delle mamme

La calma è una buona consigliera, lo sanno tutti.
È un impasto che lievita piano sotto una coperta calda, il mare al tramonto che risacca lento.
È una domenica mattina silenziosa e piena di aspettative per la giornata che esploderà, è un’idea cullata con cura.

La calma è una pancia che cresce per nove mesi, tra pazienza e attesa curiosa, avvolta nelle coccole e nei sussurri.

La calma più bella arriva al termine di quei giorni lunghi, quando esplode la felicità e il tempo si dilata e si restringe come un elastico. Arriva in punta di piedi, soprattutto nelle notti lunghe e silenziose, tra coperte e canzoni appena sussurrate.
La calma fa capolino spesso e volentieri proprio in quei momenti, tra un sorriso e una lacrima stanca, e si fa carezza; è lì che la pancia assume un ritmo cadenzato e profondo, e si va avanti. Si respira.

Nonostante tutto questo la calma non è mamma, perché è l’antitesi del tempo di una mamma. Quello fatto di corse, chiasso e pazienza stuzzicata, spesso spernacchiata.

Le mamme sognano la calma, gli attimi per respirare a fondo, la sognano forte. La desiderano per sé stesse, sperano di poterla insegnare ai propri figli.
La vedono come un miraggio lontano, scrutato dal Monte Panni da Lavare – quello che sta al di là della Valle dei Cento Giocattoli. Guardano e pensano stancamente che sia qualcosa di raggiungibile solo con il trascorrere frenetico degli anni.

Eppure le mamme spesso non si accorgono che la calma più bella risiede negli attimi. Quelli che arrivano dopo il ciclone che avvolge intere giornate al fulmicotone.
Perché la calma più bella è quella assaporata a pizzichi. Quando tutto si ferma. Per poco, ma si ferma!
È proprio lì, dal contrasto percepito in controluce per un istante, che si può vedere più nitidamente quello che si ha. Non succede sempre, ma quando succede è da rimanere a bocca aperta, giuro!

Almeno per me è così.
Quando Biscela mi si acciambella accanto, sul divano, come farebbe un gattino bisognoso di tenerezza. E insieme guardiamo un cartone animato che lo riempie di sorrisi. Quando viviamo le pagine di un libro di fiabe tra carezze sui capelli e occhi spalancati.
Quando Pietruncoli si addormenta, nel lettone, stringendomi la mano. Quando si risveglia regalandomi uno dei suoi potentissimi sorrisi.
Quando il silenzio avvolge la casa, e tu vorresti svegliarli perché in fondo già ti mancano.

Ecco, è questa la calma più bella di tutte per me

Perché questi frammenti di tranquillità donano la pace autentica. Quella pace che si deposita in un’anima felice, perché consapevole di essere completa.
Sono quei momenti che vorresti fissare al mondo con puntine invisibili. Sono quei momenti che ti aiutano a riempire i serbatoi per tirare fuori una dose extra di pazienza quando necessario.

Non che non capiti di rimanere a secco, ma quella è un’altra storia!

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