L’insalata (bionda) indigesta e il superpotere della Citrosodina

Chiara Ferragni. La regina delle fashion blogger. Anzi no, la regina del blogging in genere. Punto.

Amata, odiata, criticata.
Copiata, certamente.
Seguita, pure… e ci sono un bel 3,3 milioni di followers a dimostrarlo. Ma è solo un numero perché tutti la seguono, nessuno lo dice… un po’ come con il Festival di Sanremo!

Insieme ai milioni di followers sono arrivati ovviamente i milioni veri, quelli in soldoni fruscianti, e tant’è la blogger è diventata una vera e propria diva!
E si sa, la gente ti perdona tutto ma non un mestiere che non conosce (e quindi non riconosce come tale) accostato a cotanto successo. Quindi Chiara, nonostante la sua sia una Blonde Salad a prova di caloria, resta proprio indigesta a molti consumatori della rete, e non solo.

Bene, la signorina più chiacchierata del web fa parlare ancora di sé posando per un servizio, in cui ci mostra la sua spettacolare villa a Beverly Hills. E in particolare, ci fa entrare nella cabina armadio che ogni donna sogna per sé.
Ecco quindi comparire una stanza interamente dedicata all’oggetto che fa salire la pressione alle più, roba che neanche il sorriso di Ashton Kutcher live ha lo stesso effetto: la borsa!
E non parlo certo della cabina armadio di casa mia, ma di un salottino decisamente più grande di alcuni monolocali di mia conoscenza, totalmente invaso dall’oggetto del desiderio femminile in ogni sua forma!

Ecco, a questo punto il popolo anti-Ferragni, ma anche anti-blogger in generale, si è scatenato vomitando tutta quell’insalata che gli era rimasta sullo stomaco.
Insalatina che però, ovviamente, era stata mangiata, non so se mi spiego!

E niente. Un paio di giorni fa mi sono imbattuta in un pezzo della bravissima Valentina Piccini, autrice del seguitissimo blog Mamme a Spillo, in cui si fa il punto proprio su tutte le critiche piovute dopo il servizio incriminato, su Chiara ma anche sul mestiere del blogger in genere. Ecco, leggetevelo ragazze: non potrei essere più d’accordo con ogni parola uscita dalla tastiera di Valentina!

Ora, personalmente non seguo la Ferragni… o almeno non in questo momento della mia vita, che con due nanetti in giro per casa il tempo per la moda mi è tiranno! Sono diventata, ahimè, molto meno fashion di quanto mi sarei augurata qualche anno fa, quando a The Blonde Salad un occhio lo buttavo eccome!

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Credit: Vogue

Non sono ovviamente qui a fare la paladina della Ferragni, che di addetti stampa e gente “sul pezzo” ne ha sicuramente un esercito, ma devo dire che le cattiverie che ho letto mi sono rimaste davvero indigeste, altro che insalatina!

Intanto perché stiamo parlando di una che, volenti o nolenti, il suo mestiere lo sa fare. O meglio, lo sapeva fare… perché è ovvio che ora non scriva più, come allora, dal fashionissimo PC della sua fashionissima cameretta. Ma questo ci sta tutto, arriva il successo e arrivano le svolte.

Ma il successo e le svolte non arrivano mai per caso, o almeno non in questi termini e proporzioni!

La Ferragni ha portato il fenomeno del blogging in Italia quando ancora era davvero poco conosciuto, e comunque lo ha fatto in un modo talmente innovativo da far innamorare il mondo del web prima, e il mondo reale poi!

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Ma l’invidia è proprio una bieca compagnia, perciò ovviamente si leggono frasi del tipo:

Non credere sia uscita dal nulla come vogliono far credere… La madre è stilista per Blumarine!

Ecco, tralasciando l’antiestetica ripetizione che troviamo nella costruzione di questa breve frase, parliamo per esempio di quanti cosiddetti “figli d’arte” le possibilità le hanno avute come e più della Ferragni, ma che si sono dimostrati carenti in “numeri” sul campo!
Lei ha fatto qualcosa di nuovo, ha interpretato un bisogno (futile, per carità, ma non esiste solo la fisica quantistica a questo mondo!) proiettandolo nell’immediato futuro, ha precorso i tempi. E lo ha fatto bene, nel modo giusto. I suoi numeri lo dimostrano.

Ma in un Belpaese in cui si parla tanto di giovani e di idee nuove, di emancipazione e tante cose meravigliose, si affossa tutto appena si vede una ragazza (bella per giunta!) in una villa a Beverly Hills, comprata proprio con quelle idee che l’hanno resa famosa.

E alle tante Maestrine dalla Penna Rossa del blogging chiedo perché mai, se davvero era tanto facile e scontato, non lo abbiano fatto anche loro. Per prime però, dopo sì che è semplice!
Mettere in piedi un blog non richiede imperi alle spalle, solamente passione e dedizione. Solamente qualcosa da dire. Solamente il modo per dirlo. Solamente.

Bene, ed è proprio qui che devo prendermi l’Alka Seltzer

Perché io questo mondo lo bazzico da poco e fino a qualche tempo fa non avevo la minima idea del lavoro che richiedesse un blog. Per offrire contenuti originali, per comunicare nel modo giusto, per cucire progetti creativi. Ci vuole lavoro. Bello, soddisfacente, coinvolgente. Ma le ore di sonno che si perdono non si contano.

Ma vi dirò di più: scrivere di sé o esporsi in prima persona richiedono una capacità di mettersi a nudo che non tutti hanno o vogliono tirare fuori. Non è sempre facile.

E puoi essere The Blonde Salad con i suoi 3,3 milioni di followers, oppure Ricci e Capricci che parte con pochi amici per una nuova avventura. Ma il cuore e il cervello pulsanti, le dita fumanti e le occhiaie non cambiano. O forse un pochino sì, nel senso che probabilmente non vanno in contemporanea, ma sono certa che, anche per quelle che oggi sono le big del web, un tempo sia stato esattamente lo stesso.

Sento parlare molto di “improvvisazione”, nel senso brutto del termine. E’ vero che è un mondo talmente nuovo che le possibilità sono infinite e aperte a tutti.  E’ vero che forse nella rete uno ci capita un po’ per caso, ma è vero anche che tutto quel che arriva dopo difficilmente viene per caso.
Saper comunicare, guardare oltre l’orizzonte e metterci il proprio lavoro, ma soprattutto arrivare agli altri, non è da tutti e io, dal mio angolino di solocosebelle, non posso che applaudire chi è riuscito a vivere con i suoi sogni e a costruire una vita sulle proprie idee.

Personalmente credo nel potere di quelle idee, nella capacità di comunicare alla gente, nella rete come democratico luogo in cui ognuno può tentare il proprio sogno. Ma anche qui, sia chiaro, uno su mille ce la fa!

E poi credo che ognuno di noi metta nel piatto quello che è in grado di preparare, con gli ingredienti che ha a disposizione.
Credo che se una cosa non mi piace non la devo mangiare per forza. Posso scegliere.
E credo anche nel superpotere della Citrosodina!

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