L’orario spagnolo

Orario spagnolo ole'

Io e mio marito abbiamo sempre avuto il sospetto di vivere nella nazione sbagliata, da quando abbiamo figli ne siamo certi!

Nell’era pre-nanistica nelle nostre vacanze l’orologio finiva in fondo a una borsa, per essere ripescato solo al rientro nella normalità milanese. Ne conseguiva una permanenza in spiaggia prolungata fino al tramonto e oltre, con aperitivi improvvisati e cene che iniziavano quando i più si alzavano da tavola.
E comunque, anche in città, siamo sempre stati poco inclini a mantenere routine o, quantomeno, tracce di orari normali!

Abbiamo sempre vissuto sul filo dell’improvvisazione, laddove era possibile, con un senso temporale decisamente dilatato e rilassato rispetto alla stragrande maggioranza delle persone che ci circondano.

Da quando è nato Biscela abbiamo chiaramente provato a mettere un pizzico di regolarità nelle nostre vite.
Ma, per quanto ce la mettiamo tutta a tararci su un asse spazio temporale da “gente con il sale nella zucca“, c’è qualcosa che non ci fa proprio allineare agli altri. Altri che onestamente hanno tutta la mia ammirazione! Ma come diavolo fanno?!

Chiaramente abbiamo spostato i momenti dei pasti ad orari più convenzionali, almeno qui nel Bel Paese.
Ciononostante è una lotta persa in partenza, perché gli altri genitori – quelli che prima dei figli avevano una routine normale – li hanno ulteriormente anticipati, questi orari! E sono blin-da-ti!

Perciò vedo grandi ritirate da spiagge e parchetti alle sei del pomeriggio, già perché alle sette si cena e alle nove si fila a letto.
Noi arriviamo mezz’ora prima che ci sia il fuggi-fuggi e rincasiamo ben oltre l’orario di cena altrui. Ci ritroviamo perciò spesso a correre come matti, cibo e bagnetti work in progress. E prima delle otto e mezzo non ci si siede a tavola, nossignore!

Ragazzi, ad ogni corsa col fiato mozzo ci ripromettiamo che “basta, da oggi si cambia“!
Ma in fondo lo sappiamo che a noi piace goderci il gioco fino all’ultimo col parchetto solo per noi, restare per tutta “l’ora bella” in spiaggia e riempirci gli occhi di tramonti sgranocchiando patatine (siamo la gioia di tutti i bagnini d’Italia, diciamocelo!).

E allora pazienza, vorrà dire che per noi è questa la normalità – una routine non routine – e si metterà l’animo in pace anche quella “mamma da parchetto” che tutte le volte che ne sente parlare guarda i miei figli con aria di compatimento!
Ma è solo perché non ha visto i loro sorrisi alla luce del tramonto. Quindi ole’ per l’orario spagnolo!

E comunque da quando sono nati Biscela e Pietruncoli di passi avanti ne abbiamo fatti, perciò a ripensarci bene oserei dire che il nostro si è trasformato in un orario italo-spagnolo!

Italia – Spagna… bel sodalizio no?!

Quindi in fondo evviva ogni diversa abitudine, routine o non-routine purché sia giusta per chi la vive e porti sorrisi!!

n.b. Pubblico questo pezzo in orario decisamente spagnolo per chi fa blogging. La coerenza è tutto, no?!

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