Nemico di mamma #1. I disturbatori dell’ormone materno

Da oggi partiamo con una serie di classifiche piuttosto particolari: quelle dei nemici delle mamme. E ce ne sono tanti, è bene saperlo!
Perché il mondo è fatto di prede e predatori, così va la vita, e quando diventi mamma ti trasformi in automatico nell’inconsapevole puntino sul radar di qualcun altro.

Dichiaro quindi ufficialmente guerra a tutto ciò che ci rende la vita impossibile, a chi si intrufola rovinosamente nelle nostre giornate senza preventiva richiesta su carta bollata, alle brutte persone che deliberatamente minano la pace dei nostri ormoni e a tutte quelle frasi a cui vorresti semplicemente rispondere un sonoro “sticazzi!“. Ma non puoi.

E il nemico non si palesa mai per quello che è, sia chiaro.
Può avere la faccia sorridente di una vecchina dai capelli di zucchero filato, o di un signore distinto e ben vestito, di quelli con le scarpe sempre lucide e il cappotto color cammello. Altre volte ha le idee strampalate di uno stilista che non ha ben chiaro il concetto di “bambino” ma a cui è disgraziatamente toccata la collezione baby, altre ancora prende le sembianze di un dito puntato, quello di un’altra mamma. Una di quelle perfette, col manuale stampato in fronte.

Ergo, riconoscere il nemico è roba da James Bond versione 2.0.
Ma non temete mamme, un po’ di allenamento e si diventa maestre nell’arte di stanare e aggirare il pericolo. 

Partiamo oggi con una serie di nemici – ahimè –  più o meno quotidiani che si aggirano tra noi con l’unica mission di farci sentire inadeguate, inette. O semplicemente di farci saltare nervo e ormone, tutto insieme! Gente che pare aver letteralmente fagocitato il manuale del perfetto “motherhater“.

Pronte? Si inizia!


Ho schedato per voi i più pericolosi attentatori all’ormone materno: i disturbatori. Impariamo a evitarli e ne usciremo tutte intere!

Posto che al numero uno della classifica tizi che non vorresti mai incontrare sulla sulla tua strada una volta divenuta mamma c’è sempre lui, il temutissimo ma conclamato ginecologo, il resto dei soggetti è decisamente più subdolo. Oggi parliamo di persone che non portano un camice bianco, che non hanno una targhetta sulla porta che le identifichi come “il nemico“. Nossignore.
Sono insospettabili, e si aggirano tra noi. Occhi aperti mamme!

Il brillante

Normalmente si tratta di un perfetto estraneo. Può avere le sembianze di una vecchina docile o di un’altra mamma dall’aria più o meno rassicurante. A volte si tratta addirittura di un uomo, in tal caso dei buoni indicatori di pericolo potrebbero essere cappello e borsello.
Il soggetto si avvicina furtivo, apparentemente con la scusa di regalare un sorriso o un complimento al piccolo. Sembra amichevole, appare bene intenzionato. E invece, sul più bello… trac, parte a raffica con una serie di frasi spiazzanti e totalmente destabilizzanti.
Uno degli approcci più tipici del brillante è:

Oh, ma che amore che sei…” riferito al bambino (ovviamente con la testa conficcata nella carrozzina, noncurante del fatto che il bebè si sia appena addormentato dopo una lunga notte di veglia e strepiti e una mattinata al fulmicotone). Segue una ricca dose di versi senza senso – tipo dudududadada – e tu ti chiedi se non sia il caso di chiamare i soccorsi per attacco epilettico in corso. Poi però ti tranquillizzi perché il tizio si ferma, si fa serio, alza la testa di scatto e fa: “Ma è un maschio o una femmina?

Vediamo un po’… hai appena fatto la radiografia completa del mio bebè. Considerando che indossa tutina, cappellino, moffoline, copertina, pannolino e quant’altro di colore blu, cosa sarà mai? Un puffo?! Le basi signori, le basi.

L’esperto

Quanto esposto al punto precedente non potrebbe mai capitare a lui. Ovvero colui che tutto sa, colui che è ovunque. Purtroppo per noi.
Già perché dovete sapere che qui il raggio d’azione si fa molto ampio – ché noi mamme lo ignoriamo quando entriamo nel club – ma il mondo pullula letteralmente di ostetriche mancate, mamme perfette, pedagogisti, Mary Poppins con tutti i poteri… e aspettano tutti quanti una come te, una con cui condividere il loro spiccato acume in fatto di bambini. Grazie tante.

E quindi niente, tu che sei solo una povera neo mamma stravolta e sudata alle prese con un neonato urlante nel cuore dell’ufficio postale di zona, non vorrai mica competere con l’esperto. Non vorrai mica pretendere di conoscere tuo figlio e i suoi orari meglio di lui, eh?!
Ché con questa gente qui non si scherza mica, loro guardano cinque secondi netti l’infante e hanno già la soluzione in tasca. E ovviamente non si fanno pregare: la condividono all’istante con te! Aggratis. Ancora grazie tante.

Uh poverino! Piange… di sicuro ha fame eh?!”
“No guardi signora, è stanco. Ha poppato venti minuti fa…”
“Sarà… Aaaaah… ma lei allatta ancoraaaaa??”
“Eh sì signora, non ha nemmeno un mese…”
“Ah ma allora è quello, eh: il suo latte non lo nutre abbastanza. Può succedere sa? Chieda al dottore, chieda chieda…”

Signora chieda lei al dottore quanto può diventare pericolosa una mamma con l’ormone impazzito, così per curiosità. Chieda, chieda…

L’empatico

Questo qui è uno dei più pericolosi. Potrebbe celarsi dietro le sembianze di un conoscente o di un lontano parente, di quelli che vedi solo ai matrimoni o in occasione di funerali e nascite. E quindi ora ti tocca, visto che di nascita si tratta.

Comunque… lui arriva sempre con un bel sorriso smagliante appiccicato in faccia, una scatola di cioccolatini che punta dritto ai tuoi fianchi (è empatico o no?!) e il classico odiosissimo giochino sonoro in plastica, con il quale francamente non si sa bene cosa speri possa fare un neonato di pochi giorni.
Di solito l’empatico ti guarda e fa:

Oh poverina, che faccia stanca hai… sei proprio stravolta!
Grazie tante, ne avevo bisogno.

Poi guarda la creatura con aria adorante e se ne esce con il grande classico:
Che meraviglia, bellissimo! Proprio tutto il papà, eh?!

Grazie davvero, nei cioccolatini cosa ci hai messo? Cianuro?

L’alzatore di sopracciglio

Lui ci sarà sempre nei momenti no. Tanto vale saperlo subito.
Il bambino ha un attacco isterico nel bel mezzo del supermercato? Ecco comparire dietro di te un alzatore di sopracciglio.
Vai in pizzeria con i bambini una volta all’anno? Di sicuro avrai un alzatore di sopracciglio seduto al tavolo a fianco.

Cosa fa l’alzatore di sopracciglio? Ovvio, alza il sopracciglio. Alla Carlo Ancelotti, presente?
E tu ti senti un genitore incapace e decisamente indegno, quindi dopo un incontro con lui torni a casa e sei tentata di chiamarti da sola gli assistenti sociali.

Funziona pressapoco così.
Tuo figlio piange alla disperata nel bel mezzo del centro commerciale, lui alza il sopracciglio con aria infastidita.
Tuo figlio pianta una grana mai vista mentre aspetti il tuo turno in farmacia, lui alza il sopracciglio con aria seccata.
Tuo figlio canta per la strada una specie di canzone inventata (che in qualche modo bizzarro ha a che fare con cacca e puzza), lui alza il sopracciglio con aria disgustata.
Tuo figlio se ne sta tranquillo al tavolo del ristorante a guardare un cartone animato, lui alza il sopracciglio con aria contrita.
E se tu e tuo figlio vi muraste vivi in casa… probabilmente lui troverebbe comunque un motivo per alzare quello stramaledetto sopracciglio.

Che si tratti di un tic?


Ora, si sappia che i nemici delle mamme si celano anche dietro a ben altro. Abbiamo schedato soltanto una piccola parte dei nostri peggiori incubi!
Raccontatemi anche dei vostri nemici, mettiamoli insieme nero su bianco, mi raccomando: insieme li sconfiggeremo. E se non li sconfiggeremo, almeno impareremo a evitarli!
Alla prossima classifica…

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