Nuovi sapori e Pollock di verdure

Cinque mesi. Eccoci al momento delle nuove scoperte, dei nuovi sapori.

E finalmente signore e signori: sua maestà lo svezzamento!

Ecco, ora scriverò una cosa che farà inorridire la Lega del Latte e tutte le integraliste della tetta: io questo secondo allattamento non lo reggo più!
Non nego che ci siano sempre e comunque emozioni pazzesche, potenti come nient’altro, quando il tuo piccolino si attacca al tuo seno e prende da lì la vita. Per questo ho tirato fuori gli artigli.
È la cosa più intima e grandiosa di tutte, è un’immensa fortuna poterla provare. E so anche che, nelle mie tantissime contraddizioni, piangerò come una fontana quando alla fine smetterò del tutto.

imageMa, ragazzi, quanto può essere dura?!

Questa volta infatti la mia latteria si è beccata a ciclo continuo ingorghi, candida, mastite, di nuovo ingorghi… Ebbasta!

Perciò quando è arrivato il momento di parlare di svezzamento con la pediatra non ho potuto fare a meno di supplicarla: “sia buona, mi faccia iniziare il prima possibile!!!!”

“Il prima possibile” doveva essere allo scoccare dell’inizio del quinto mese. Pietruncoli si è ammalato, abbiamo dovuto far slittare il tutto di un paio di settimane.
Ma alla fine ci siamo sul serio.
Dopo qualche giorno di frutta abbiamo iniziato la pappa a mezzogiorno.

Che poi, anche questa è un’emozione indescrivibile. Vedere Pietruncoli che scopre il cibo, per una buona forchetta come me, è bellissimo… un nuovo momento di crescita e di contatto.

Certo, ti devi mettere nell’ottica che probabilmente avrai un nuovo murales post-moderno sulla parete di fronte al seggiolone. Qualcosa di molto simile ad un quadro di Pollock fatto con le verdure passate… quasi tutti i bebè amano l’action painting con la pappa, si sa!
In ogni caso basta “farci l’occhio”!

Io per riprendere a fare la baby-chef comunque ho dovuto ripassare.
Ho pensato quindi di annotare qualche regola base e la ricetta della prima pappa. Così, perché forse può essere utile a qualche mamma-dai-mille-dubbi-anche-quando-non-ce-ne-devono-essere. Proprio come me!
Perciò ecco qui, prima pappa – istruzioni per l’uso (poche regole, ma fondamentali. Quelle che nessuno ti dice):

1. Evitare di vestirsi di tutto punto. Anzi, quando è possibile, indossare proprio la tuta peggiore che gravita in casa e vestirsi dopo! Sembra banale, ma ci si evitano inutili crisi di nervi e spese aggiuntive in tintoria! Ah… Lo stesso vale per il bebè!

2. Allenare i riflessi. Buttare giù dal seggiolone oggetti o lanciare direttamente il piatto è uno degli sport preferiti dai bebè di tutto il mondo (da qui i famosi Pollock alimentari che trionfano su molte pareti di mia conoscenza). Mi è stato spiegato che il momento in cui il bimbo getta simpaticamente qualsiasi cosa gli capiti a tiro dalla sua seduta e la mamma raccoglie è un importante momento di interazione ludica ed è fondamentale perché il piccolo scopre la profondità e prende coscienza del suo corpo. Vero. Tutto molto bello. Ma alla centesima volta magari la schiena e la pazienza scricchiolerebbero anche a Mahatma Gandhi. Perciò a un certo momento le uniche alternative possibili sembrano: o chiedere lezioni private di “parate” a Buffon, o fare tabula rasa davanti al bimbo e impugnare saldamente il piatto con aria decisa!

image3. Ritmo. Il piccolo è abituato a mangiare a filo diretto. L’attesa non è contemplata! Perciò bisogna allenarsi duro per trovare un ritmo sostenuto del braccio che consenta di non far passare secondi tra un cucchiaino e l’altro. La principale controindicazione, che si sappia, è il braccio “alla Nadal”!

Ecco qua, più o meno credo siano i fondamentali. Ma se qualcuna avesse aggiunte da fare sarebbero senz’altro bene accette.

E ora… Buon appetito!!!!

Preparazione della prima pappa (tra il quinto e il sesto mese, a mezzogiorno):

Far bollire in pentola a pressione (per circa venti minuti dopo il fischio) un litro e mezzo di acqua minerale naturale povera di sodio, con verdura che si presti a bollitura e senza aggiungere sale. Questa quantità fornisce circa quattro porzioni. 

Il primo brodo normalmente prevede patata, carota e zucchina. Aggiungere con gradualità altre qualità di verdura a piacere, una alla volta per valutare eventuali reazioni del bimbo. Prestare attenzione inoltre all’inserimento di alimenti (come ad es. il pomodoro) che potrebbero essere maggiormente allergizzanti rispetto ad altri. Consultare sempre il pediatra.

Una volta pronto il brodo avrete la base.
All’inizio utilizzare il solo brodo filtrato, in seguito si potrà aggiungere qualche cucchiaino di verdure passate fino ad ottenere, nel tempo, un passato di verdure completo.
La base, separando brodo e verdure passate, può essere surgelata.
Al momento del pasto intiepidire circa 150/180 ml di brodo e, fuori dal fuoco, aggiungere:
– 2/3 cucchiai di una crema a scelta tra riso o mais e tapioca (normalmente quelle in commercio   vanno solo mescolate). La pappa da dare col cucchiaino deve avere una consistenza piuttosto densa.
– 1 cucchiaino di olio EVO
– 1 cucchiaio di parmigiano

Dopo qualche giorno introdurre la carne (1/2 liofilizzato, 1/2 vasetto di omogeneizzato oppure 15 gr di carne fresca e cotta al vapore e frullata. A voi la scelta tra una di queste tre alternative).
È opportuno iniziare dal carni leggere quali tacchino, coniglio o agnello.
Una cosa importante: a questo punto si possono alternare carne e parmigiano (un cucchiaio e mezzo), mai mischiare le due proteine.

 

Mamma-lettura consigliata: “Il Cucchiaino d’Argento – 100 pappe e piattini golosi”

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