Quando le fiabe si tingono di rosso (e provano a cambiare il mondo)

Oggi è la Festa della Donna, dei “fiori d’acciaio”.
Tra chiassosi stereotipi urlati, mimose, cioccolatini e ben note e inutili polemiche, che condiscono la superficie di questa giornata ogni anno, io vorrei ci venisse il desiderio prepotente di scavare, filare, plasmare, costruire. Di usare le mani insomma, per creare positività e partecipazione.
Per creare libertà quindi, come diceva il grande Signor G.
Vorrei che da questo giorno speciale venisse una spinta interiore a fare, più che a pensare. Che tanto di riflettere di tempo ne abbiamo avuto – tutti, uomini e donne – a sufficienza.

Vorrei arrivasse oggi quel tipo di scossa che smuove le viscere e che rende consapevoli. Del potere di un gesto, di un tocco, di  una parola. Perché ogni singolo gesto, tocco o parola possono tessere una rete importante, se filata insieme!
Io questa rete la vorrei di seta rossa e acciaio, capace di unire, di creare condivisione, ma anche di offrire protezione e sostegno.
La vorrei di tutti e per tutti. Perché di tutti è il mondo, e può diventare un posto migliore solo se quello che si fa di buono per il proprio microcosmo si cerca di portarlo, un pezzettino alla volta, anche agli altri.
Perché, qui, non ci sono più mezzi termini, né scuse: o si trionfa o se ne esce con le ossa rotte. Tutti insieme.

Dal canto mio ho deciso di prendere in mano il mio sottile filo rosso e di farlo passare da qui, attraverso la cruna delle parole. E ho deciso di farlo raccontandovi – ma soprattutto facendovi raccontareuna storia, di quelle che lasciano il segno, di quelle che parlano a chiunque, in modo gentile.
E in particolare questa storia sussurra ai più piccoli, a coloro che hanno il vero potere cambiare le cose ma che, per farlo, hanno bisogno di strumenti, o forse di un pizzico di magia in dotazione. E qui, oggi, ne cerchiamo un pochino da offrire, per coltivare amore e fiducia al tempo stesso.

La nostra storia inizia dunque in una Torino che produce, che ha voglia di mettere in moto cambiamenti. I suoi protagonisti si chiamano Roberta Rossetti e Lorenzo Naia e il tutto comincia pressappoco così…

C’era una volta un’illustratrice un po’ stramba, una di quelle fissate con le tematiche sulle donne, sulla loro indipendenza ed emancipazione. Un giorno la gentil donzella dal pennello magico saltò in sella al suo destriero e galoppò fino al castello in cui viveva un cocciuto autore di libri per bambini. Voleva convincerlo a crearne uno dai poteri straordinari: salvare tutti i bambini del regno da una vita spenta, infelice o sofferente. Lui, che da tempo portava avanti una campagna contro gli stereotipi di genere, ne fu subito felice e accettò di buon grado…

Sono le parole con cui, proprio Lorenzo, inizia a narrare sul suo meraviglioso blog – La Tata Maschioil potere di un libro meraviglioso e coraggioso, “Fiabe in rosso”, nel quale paladine d’eccezione combattono una battaglia contro il brutto di questo mondo.
Oggi Lorenzo ci racconta questo progetto potente, e offre ad ognuno di noi il proprio filo rosso.

Lorenzo Naia - Credit: La Tata Maschio

Lorenzo Naia – Credit: La Tata Maschio

Lorenzo, “Fiabe in rosso” è un libro coraggioso che narra di eroine coraggiose. Ci racconteresti la meravigliosa idea che anima e sostiene questo progetto?

Volentieri, anzi, grazie per questo spazio! Fiabe in rosso” è un progetto nato a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere. Si tratta di una breve raccolta di fiabe della tradizione, tutte con protagoniste femminili, ma con finali rivisitati. Perché ciò che ogni bambino dovrebbe imparare è che il finale della propria storia, il finale della propria vita, non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro. La felicità non consiste necessariamente nel trovare il principe azzurro, ma nel guadagnarsi la propria strada e il proprio posto nel mondo.

Illustrazione Roberta Rossetti - "Fiabe in rosso". Credit: La Tata Maschio Blog

Illustrazione Roberta Rossetti – “Fiabe in rosso”. Credit: La Tata Maschio Blog

In che modo hai scelto le tue paladine?

Mignolina, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Rosaspina (la bella addormentata) e Raperonzolo: ecco a chi abbiamo voluto affidare la militanza tra le schiere di chi non ci sta. Sono loro a guidare questa faticosa marcia metaforica che mira a lasciare un contributo forse non tangibile, ma certamente significativo nella lotta contro la violenza di genere. Le trame, il linguaggio fortemente allegorico, gli elementi narrativi: ogni cosa mira a richiamare nel lettore la sensazione di una storia già sentita altre volte, fino alla svolta finale. C’è chi sceglierà di dedicarsi agli altri, chi a ciò che le piace, chi punterà su una solidarietà tutta al femminile, chi darà testimonianza di un amore profondo e consapevole, chi si salverà grazie alle competenze maturate… Ogni finale vuole raccontare una sfumatura di rosso differente. Ci piaceva inoltre l’idea di dare una trama nuova a storie già conosciute, e a queste abbiamo voluto aggiungerne una meno nota, tratta dal repertorio di Andersen: Mignolina, che – sono sicuro – vi conquisterà!

Studi di Roberta Rossetti per "Fiabe in rosso". Credit: La Tata Maschio Blog

Studi di Roberta Rossetti per “Fiabe in rosso”. Credit: La Tata Maschio Blog

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Illustrazione Roberta Rossetti – “Fiabe in rosso”. Credit: La Tata Maschio Blog

Com’è stato, per te autore, mettere le mani su quelli che potremmo definire i grandi classici della letteratura per bambini?

Per nulla semplice! Generalmente non mi piace rimaneggiare un classico. Non solo perché è un’opera già compiuta in sé, ma anche perché, nel caso delle fiabe, i suoi elementi narrativi hanno una valenza simbolica e archetipica profondissima e modificare uno di essi significa perderne in qualche modo il senso.  Non dobbiamo però dimenticare che le fiabe, così come le conosciamo noi oggi, sono in realtà solo alcune delle versioni che ci sono state tramandate, quelle che hanno potuto raggiungere il grande pubblico grazie alla loro raccolta sistematica ad opera di autori come i fratelli Grimm e Andersen. Ma la loro esistenza è stata resa possibile con il contributo di tantissime persone che nell’arco della storia le hanno raccontate, modificate, ricucite, adattate, ampliate a seconda del momento storico in cui prendevano vita e all’utilizzo che ne veniva fatto. Io ho voluto tuffarmi in questa corrente che ha attraversato i secoli, recuperando le versioni originali e, come un cantastorie d’altri tempi, tentando di riprenderne il valore fortemente pedagogico e di critica sociale.

Illustrazione Roberta Rossetti - "Fiabe in rosso". Credit: La Tata Maschio Blog

Illustrazione Roberta Rossetti – “Fiabe in rosso”. Credit: La Tata Maschio Blog

Perché avete scelto di tingere le fiabe proprio di rosso?

Il rosso è un colore primario, un colore che non lascia indifferenti. Ecco perché fin dall’antichità gli sono stati attribuiti molteplici significati e simbologie. Noi l’abbiamo scelto innanzitutto perché è il colore dell’amore e della voglia di amare. E la voglia di amare è una forza che, per definizione, attrae e non respinge, unisce e non separa, costruisce e non distrugge. Una forza quindi che parte dalla vita per aggiungere altra vita. Solo questo tipo di amore ci interessa. Ma c’è di più: in passato il rosso veniva spesso associato alla sfera maschile in quanto simbolo del coraggio e dello scontro (pensiamo anche a Marte, il pianeta rosso e il dio della guerra…). Con la nostra “scelta rossa”, vorremmo infatti raccontare una storia a tutti, femmine e maschi. Perché le donne questa battaglia la combattono già da tempo; ora è giunto il momento di sentire anche la voce degli uomini. Di quelli che non si ritrovano nell’equazione maschio = esercizio di forza, di quelli che vorrebbero ribellarsi a certe notizie di cronaca, di quelli che hanno capito che il problema si risolverà soltanto quando inizieranno a dare il proprio contributo.

Ma il rosso è anche il colore del sangue, come raccontato dal progetto Zapatos Rojos (“Scarpe Rosse”, in spagnolo) dell’artista messicana Elina Chauvet, di cui questo libo vuole essere una citazione e un tributo al tempo stesso. Zapatos Rojos è un’opera di arte pubblica e partecipata, che ho conosciuto durante le sue tappe italiane. Nella fase finale assume la forma di un’installazione composta da moltissime paia di scarpe rosse da donna per denunciare l’omertà che avvolge la scomparsa e l’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juárez, in Messico, e per dire basta alla violenza di genere.

Zapatos Rojos - Credit: La Tata Maschio

Zapatos Rojos – Credit: La Tata Maschio

Il progetto nasce a quattro mani con Roberta Rossetti. Lei è un’illustratrice geniale, di quelle capaci di battersi per le proprie idee a colpi di matita e colori. Per “Le fiabe in rosso” ha scelto di utilizzare dei collage… ce ne spieghi il motivo?

Tutto è partito proprio da Roberta e dalla sua idea di reinterpretare i racconti della tradizione. E, come le fiabe nascono dalla somma di più contributi che si sono incollati l’un l’altro formando un’unica immagine, allo stesso modo le illustrazioni del libro traggono origine dall’unione di più pezzi, il collage. Fondamentale è anche la presenza di qualche dettaglio rosso, così come di alcuni inserti di carta da giornale e di un font giornalistico: un aggancio alla realtà e alla cronaca.

Illustrazione Roberta Rossetti - "Fiabe in rosso". Credit: La Tata Maschio Blog

Illustrazione Roberta Rossetti – “Fiabe in rosso”. Credit: La Tata Maschio Blog

Cosa si può e si deve fare, secondo te, per educare i bambini di oggi a diventare domani adulti rispettosi della vita, capaci di bastarsi e di amare per davvero? Come donna e madre di due maschi è una domanda che mi faccio tutti i giorni.

Per insegnare il rispetto, bisogna rispettare! Come sempre, l’adesione a un valore in maniera sincera e sentita da parte nostra, è il modo migliore per farlo interiorizzare anche ai bambini. Il rispetto si manifesta in comportamenti semplici e quotidiani, come ringraziare, rivolgersi l’un l’altro con garbo, sparecchiare la tavola. Il rispetto passa dai piccoli gesti e le occasioni per dare l’esempio non mancano di certo! Esso costituisce la base per qualunque relazione si tenti di instaurare nella propria vita.

So che ultimamente avete lavorato molto per condividere questo progetto meraviglioso, com’è stato accolto?

Il progetto è stato accolto in maniera incredibilmente forte e partecipata fin dal suo esordio, il 25 novembre 2015, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Sia quel giorno sia nei seguenti sono stato letteralmente sommerso da mail, messaggi, testimonianze, interviste e condivisioni e questo mi ha fatto molto piacere perché uno degli obiettivi del libro è proprio quello di accendere un riflettore sul femminicidio, che non è solo un problema delle donne, bensì un problema della collettività intera. Ora abbiamo in programma una serie di altre presentazioni ed eventi, come ad esempio la predisposizione di una mostra ispirata al libro, che sarà a disposizione di tutti coloro che ne faranno richiesta: librerie, associazioni, scuole, biblioteche ed enti culturali.

"Fiabe in rosso". Credit: La Tata Maschio Facebook

“Fiabe in rosso”. Credit: La Tata Maschio Facebook

Ogni fiaba in rosso si chiude con un happy ending. Se potessi scrivere un lieto fine per ogni bimbo, un augurio speciale, quale sarebbe?

“Non smettere mai di cercare un lieto fine per la storia della tua vita!”

 

Grazie Lorenzo, per essere stato con noi proprio oggi, per il coraggio di un messaggio potente e per averci donato quel pizzico di magia con le “Fiabe in rosso”. 

E io vi saluto con il mio buon auspicio, per questo giorno e per quelli che verranno. Con il mio filo rosso a cui fare almeno un bel nodino.
Ricordiamoci che la rivoluzione gentile parte dalle piccole cose quotidiane. Un sorriso, un bacio su una sbucciatura di ginocchio, una fetta di torta impastata con amore.
E una fiaba, letta nel caldo di un letto sicuro, una fiaba il cui potere va al di là… perché racconta che tutto potrebbe essere bello esattamente come quel momento sereno, protetto da uno scudo di piume morbide. Se tutti davvero lo volessimo. Fa venire voglia di provarci.

Ecco, io oggi spero di avervi raccontato il potere delle fiabe. Quelle che cambiano il mondo. Ora lo sappiamo, e non abbiamo più scuse!

Copertina "Fiabe in rosso". Verba Volant Edizioni - Credit: La Tata Maschio Blog

Copertina “Fiabe in rosso”. VerbaVolant Edizioni – Credit: La Tata Maschio Blog

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