RICCI, PASTICCI E I RECUPERI DOVEROSI

L’altro giorno, festa del papà.

Facciamo un ulteriore passo indietro. Un paio di settimane fa ricevo una mail, una delle tante.
È da parte delle rappresentanti di classe della scuola materna, di Biscela obviously.
Ci sono riportati una serie di aggiornamenti, tra cui uno: 19.3.2015, festa del papà, ogni bimbo si presenterà a scuola con una torta.
La suddetta torta potrà essere preparata in casa o acquistata, l’importante è che ne vengano riportati fedelmente gli ingredienti.
Sempre i bimbi decideranno poi quale torta comprare e sbranarsi a casa.
Ok, mi dico, non sono un asso delle torte, ma io e Biscela ci divertiamo spesso insieme in cucina!

Il problema, se così lo si può chiamare, dell’essere a casa in maternità è che ti sembra di stare sempre in vacanza: perdi totalmente la cognizione del tempo!
Perciò la mail si è persa nel mio etere mentale.

Il giorno prima del papà-day sono al parco con Biscela che gioca felice insieme a diversi compagnucci. In particolare con una deliziosa biondina dall’animo peperino, una delle donne con gli attributi di domani. Giocano a calcio come matti.
Io un po’ corro con loro, un po’ parlo con la mamma della compagna di giochi, che qui chiamerò Mamma-Lalla.

È facile capire da chi abbia preso la bimba peperina guardando Mamma-Lalla, una di quelle donne a cui Mary Poppins “je fa un baffo”.
Ha due figli, lavora, gira sempre con tre borse perché i bambini fanno un trisliardo di attività post-scolastiche, viene da un altro quartiere (e forse anche da un altro pianeta) pur di portarli in “quell’asilo”, fa la rappresentante (e manda le mail con gli aggiornamenti a quelle come me!). In tutto questo è sempre fresca, sempre tranquilla, sempre sorridente.
Verso la fine del pomeriggio mi fa: “ora andiamo, devo preparare LE torte per domani”.
Nella mia testa il cricetino mette in moto molto lentamente la ruota.

Cazzo, la torta!!!!! Ecco, lo sapevo!!!!

Io non sono una mamma-Mary-Poppins, come faccio?!
Torno a casa,di ingredienti non ne ho, è già tardi e ho un miliardo di cose da fare, o almeno la situazione mi pare tale per le mie possibilità fisico-mentali.
A farla ormai non ce la faccio, tantomeno con Biscela.
Corro alla pasticceria sotto casa e guardo soddisfatta le crostate, penso che tutto sommato mi posso salvare in corner.
Ma no. Gli ingredienti!!!!! Bisogna indicarli, e la pasticcera mi dice che, no, non me li sa scrivere. L’avrei sbranata, ma abbozzo e sorrido.
Il massimo che riesco a produrre a quel punto è lo squallidissimo acquisto di torta al cacao confezionata al mini market vicino. Beh, almeno sono scrupolosi nelle indicazioni!

imagePer consolarmi mi dico che non sarò mica l’unica a presentarmi in quelle condizioni.
Infatti, eravamo in due.
Tutte le altre avevano preparato un signor dolce… Maddaiiiii!!!! In che asilo sono capitata?!
Mio figlio come se non bastasse sceglie la torta di una mia cara amica, una che potrebbe tranquillamente lavorare per Knam. Il confronto è impietoso. Lo sarebbe stato comunque, ma ragazzi, così è troppo!

Bella e buona, la torta scelta da quel dritto di Biscela, ce la siamo mangiata di gusto. Anche se tagliarla è stato un vero peccato! E il mio pensiero è volato a chi si è ritrovato a festeggiare con la mia torta in scatola!

A questo punto il recupero è doveroso. Nodo al fazzoletto per la festa della mamma: porterò una delle mie torte sghembe. O forse è meglio di no?!

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