Il mistero della farfalla che non poteva volare

Oggi prosegue il meraviglioso percorso di Max e Pity tra le terre africane.
Oggi proseguono le avventure iniziate con l’incontro, un po’ magico, tra Ricci & Capricci e Sticky Fudge.

Abbiamo lasciato i nostri amici in partenza da Cape Town verso l’ignoto, tra occhi luccicanti e speranze.
Ora un’altra fantastica tappa li attende…


Max si ritrovò di nuovo in mezzo al mare, sulla sua barchetta.
Ma questa volta non era più solo: con lui c’era Pity, un piccolo amico con il quale condivideva un mistero da svelare.
I disegni sulle loro braccia si espandevano lentamente, diventando via via più definiti e prendendo sempre più la forma di rami frondosi. Quale significato nascondevano?

I due bambini seguirono scrupolosamente la piccola mappa disegnata sulla maglietta da rugby e ben presto approdarono su delle coste sabbiose popolate da elegantissimi fenicotteri rosa.
“Conosco questo posto! – esclamò Pity guardandosi intorno – siamo in Namibia, ne sono certo! Ples mi ha mostrato moltissimi libri e fotografie su questo luogo…”

I bimbi si diressero pian pianino verso i fenicotteri. Quando furono abbastanza vicini il più grosso si girò di scatto e li guardò intensamente.
“Benvenuti! – disse – Vi stavamo aspettando.”
Il capo dei fenicotteri trasse quindi da sotto l’ala una piccola pergamena e lesse con tono solenne: “La farfalla che non può volare vi indicherà la strada…
Poi, senza dire più una parola, fece un cenno col capo agli altri e tutti si alzarono in volo nel medesimo istante.

I due bambini si guardarono con gli occhi pieni di domande e si misero immediatamente in cammino, senza ben sapere dove la strada li avrebbe condotti.

La strega dei colori

Sul calare sella sera giunsero a una capanna e, dal momento in cui sembrava davvero essere l’unica nel raggio di molti chilometri, decisero di bussare.
Aprì la porta una donna molto alta, con lunghi e folti capelli corvini, la pelle d’ebano e gli occhi smeraldo. Portava una lunga veste fiorata e molto colorata. Era davvero bellissima.
Un piccolo suricato dall’aria dispettosa poggiava sulla sua spalla e li osservava da lassù.

“Ce e avete messo di tempo! – esclamò la donna – I miei fenicotteri non vi hanno detto forse cosa fare?”
Max e Pity la guardarono con la bocca spalancata.
“Entrate” proseguì quindi la donna con aria solenne.

Si trovarono in una casupola fresca e accogliente, zeppa di oggetti molto strani.
“Mi chiamo Swoko e sono una strega dei colori – disse finalmente la donna – Ples mi ha avvertita della vostra partenza e io ho subito capito che sareste giunti qui. Non so dove vi condurrà la mappa, né quale significato abbiano i disegni sulle vostre braccia, ma ho consultato gli oracoli e so dove dovete recarvi per ottenere altre risposte”.
“Ma noi la mappa l’abbiamo già seguita e ci ha portati qui!” esclamò Max, incuriosito da quelle parole.
“La mappa non è completa. Per avere altre indicazioni dovrete giungere fino alla farfalla che non vola: lei vi indicherà la strada. La troverete dove finisce il deserto, ma attenzione perché coloro che abitano quelle terre non vi lasceranno giungere a lei facilmente.”
Quindi trasse un libro polveroso da uno scaffale e mostrò loro un’illustrazione che raffigurava dei grossi rinoceronti neri.
“Ora riposate, un giorno molto intenso vi attende domani!” Concluse Swoko chiudendo il librone di botto.

Ai due bambini non restò che obbedire e, in effetti, dormirono come sassi.
La mattina seguente la strega attendeva il loro risveglio con una tavola imbandita.
Dopo una lauta colazione li salutò e dette loro quelle che sembravano due piccole e coloratissime tavole da surf. Erano tavole da Sandboarding, spiegò Swoko, ed erano speciali.
“Queste vi aiuteranno a superare il deserto alla velocità della luce, basterà dire loro cosa fare!” disse.
Poi li salutò, augurando loro buona fortuna.

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Sandboarding. Illustrazione tratta dal libro “Mappe”, di A. Mizielinska e D. Mizielinski – Electa Kids Editore

Tra le onde di sabbia

Max e Pity si ritrovarono tra le dune del deserto e, pensando alle ultime parole di Swoko, appoggiarono per terra le tavole e ci montarono sopra, restando in piedi.
“Via!” esclamarono i piccoli. E le tavole magiche partirono all’istante.
I due bambini si ritrovarono a surfare velocissimi tra le dune sabbiose: era come volare, la sensazione più bella che avessero mai provato!
Non ci misero molto a capire come pilotare le tavole magiche e arrivarono in un battibaleno alla fine del deserto, tra risate e piccole gare.

Alla ricerca della farfalla che non vola

Il panorama quindi cambiò di netto.
Eccoli in quella che sembrava una radura verdeggiante, fresca .
Una piccola rocca troneggiava proprio al centro e, immediatamente, un gruppo di grossi rinoceronti neri si affacciarono per vedere chi fosse giunto in quella che, evidentemente, era casa loro.
Immediatamente il più grosso, colui che sembrava essere il capo, tuonò con aria minacciosa: “Cosa volete piccoli uomini? Questa è la nostra radura… non avete il permesso di avvicinarvi oltre.”
“Cerchiamo solo una risposta – disse Pity facendosi coraggio e iniziando a raccontare la loro storia – dobbiamo trovare la farfalla che non vola. Lei ci indicherà la strada e non ci vedrete più.” Concluse quindi.
Dopo aver riflettuto a lungo il capo dei rinoceronti alzò il capo e disse: ” Va bene, vi diamo il permesso di cercare la farfalla. Avete tempo fino al calare del sole, se per allora non l’avrete individuata ve ne dovrete andare e non potrete tornare mai più. Vi avverto: non sarà facile capire, perché non tutto è quello che sembra.”
Così dicendo si ritirò, e con lui il resto del branco.

I due bambini scrutarono il cielo: non avevano davvero molto tempo!
Iniziarono subito a vagare frettolosamente per la radura, col naso all’insù, alla ricerca di qualche farfalla che potesse sembrare differente dalle altre.
In effetti in quel luogo ve ne erano moltissime, tutte colorate e meravigliose. Ma tutte volavano!
I due amici stavano ormai per abbandonare ogni speranza: il tempo scorreva veloce, il cielo iniziava a tingersi d’arancio e, della farfalla che non vola, nessuna traccia.
Sembrava davvero tutto perduto, Max si lasciò cadere esausto e si sdraiò a terra.

Ecco che, da quella bizzarra posizione, la vide. Ricordò le parole del rinoceronte e… capì!

La farfalla che non vola non era una vera farfalla, ma la foglia di un albero speciale: il Mopane, noto anche come Albero- Farfalla per la forma delle sue grandi foglie.
Appoggiando le manine sul tronco della pianta i due bambini avvertirono un forte calore sulle braccia disegnate. Non vi erano dubbi: l’avevano trovata!
Allora estrassero la maglietta da rugby e la appesero ad un ramo, accanto alla foglia più grande.
Ed ecco che la magia che attendevano si compì: proprio mentre il sole si tuffava dietro le montagne, la mappa iniziò ad espandersi disegnando, come per incanto, nuovi percorsi.

Max e Pity sorrisero: avevano di nuovo una rotta da seguire!

I due amici, stanchi ma felici, rimontarono veloci sulle loro tavole magiche pronti a far ritorno alla barchetta.
Il capo dei rinoceronti neri dall’alto della sua rupe sorrise.

Nello stesso istante anche Swoko e Ples sorrisero, ognuno affacciato alla propria finestra.


Ed ecco che anche la seconda tappa del viaggio dei nostri piccoli amici giunge al termine.

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Ecco un nuovo outfit da fiaba pensato da Sticky Fudge

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Alla prossima avventura!

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