Il peso specifico di un grande cuore

Tempo fa qualcuno si chiedeva quale fosse il peso specifico dell’anima, oggi io son qui a domandarmi quale potrebbe essere quello del cuore.
Di sicuro la grandezza di ognuno dipende dalla fame di bene che porta con sé.
Perché di sicuro quella fame crea spazio importante, spazio utile a contenere gesti d’amore. Piccoli o grandi non importa, l’importante è riempirlo, quel cuore. L’importante è riempirlo con tutto il bene possibile.

Così mi sono risposta: credo che il peso specifico del cuore sia direttamente proporzionale all’amore che siamo in grado di mettere in campo. Amore che riempie, che fa bene a chi offre e a chi riceve.
Questo per lo meno è quello che vorrei trasmettere ai miei figli.

Vorrei capissero che ricevere è bello, ma che dare talvolta lo è ancora di più.
Vorrei sperimentassero sulla loro pelle quanto l’amore possa essere contagioso, che vivessero un’epidemia di calore umano e che ne fossero loro stessi veicoli.
Portatori sani di bene, portatori di cuori grandi e pieni.
Ma soprattutto vorrei imparassero a sognare in grande perché, lo so, fare pensieri del genere di questi tempi sembrerebbe impossibile, se non per sognatori D.O.C.

Credo nella rivoluzione gentile, nei sorrisi che cambiano il mondo di qualcuno, nella potenza di un sogno

Desiderare un mondo migliore – l’ho già detto altre volte – di sicuro non vuol dire lavorare esclusivamente per il proprio, di mondo.
Che ci piaccia o no i mezzi termini su questo pianeta non esistono: siamo una grossa squadra. O vinciamo o ne usciamo con le ossa rotte, tutti quanti.
È per questo che ogni mattone, anche il più piccino, è fondamentale perché contribuisce alla costruzione di quel mondo che ognuno di noi vorrebbe, per sé stesso e per i propri figli.

Ecco perché oggi voglio parlarvi di un’iniziativa che sa di buono, una di quelle che riconosce il valore dei sogni e dei sorrisi.
Una di quelle che ci invita a guardarci allo specchio un po’ più intensamente e a capire che, in fondo, tutti possiamo fare qualcosa per gli altri. Nessuna scusa.
Una di quelle iniziative che pensa ai cuori più belli di tutti, quelli dei bambini, e ci sprona a far diventare più grandi i nostri, attraverso le piccole cose e i gesti leggeri, attraverso il dono di una porzione di normalità che ad alcuni è stata negata dalla vita.

Un grande cuore si riconosce dai piccoli gesti

Unire le forze è sempre la soluzione migliore, oggi vi parlo dunque di una buonissima alleanza.
La catena francese di supermercati Carrefour ha deciso di fare squadra con la Fondazione Francesca Rava, NPH Italia Onlus attiva da anni che, tra le altre cose, aiuta migliaia di bambini sul territorio italiano attraverso la collaborazione con numerose comunità per minori.
Cosa si propone questa coppia d’eccezione? Realizzare quindici piccoli sogni. E scusate se è poco!

ungrandecuore_carrefour (1)

Il progetto Un grande cuore si riconosce dai piccoli gesti vede il sostegno di Carrefour e dei suoi clienti per la realizzazione di alcuni desideri che a noi potrebbero apparire piccoli, scontati.
Sogni che non dovrebbero essere tali per un bambino, perché si tratta di cose che dovrebbero esserci e basta.

Eppure in questo mondo non tutto va come vorremmo, non tutto è come dovrebbe essere.
E così ci sono piccole menti che viaggiano con la fantasia, perché un viaggio non sanno cosa sia.
Piccole mani che giocano fingendo di stringere un bambolotto vero, perché i soldi per un giocattolo non ci sono. Né c’è una mamma pronta a tutto pur di donarlo al proprio bimbo.
Piccoli cuori che battono sperando di perdersi presto dentro l’abbraccio dei genitori, anche solo per un’ora.

Ecco cosa vorrebbe esaudire questo progetto: sogni apparentemente piccoli, ma tanto grandi e potenti da donare un sorriso e, soprattutto, da lasciare quello che si trasformerà in un bel ricordo, in un’emozione.
Oggi ci viene messa in mano una minuscola bacchetta magica, ci trasformiamo tutte in Fate Turchine in grado di tramutare il sogno di un bimbo in realtà.

Credo non potrebbe esserci nulla di più meraviglioso e di semplice nel medesimo tempo perché, in fondo, si tratta solo di fare una spesa per la nostra famiglia. Una spesa speciale attraverso la quale accumulare cuori da donare successivamente ad una di queste piccole grandi cause. Basta un click.

Vorrei avere un posto dove giocare

Oggi guardo i miei figli mentre ridono, litigano, fanno la pace e ridono di nuovo nella loro cameretta traboccante di giochi, colori, desideri. Sono davvero fortunati, ne sono consapevole.
Hanno un futuro aperto davanti, un orizzonte ricco di scelte e alternative.
Oggi trovano conforto tra le braccia di una famiglia serena e hanno tutto ciò che occorre a un bambino per crescere con il sorriso.
Anzi, hanno di più. Molto di più.

Poi leggo le sue parole. Si chiama Elena e ha solo 11 anni:

Vivo in una Casa Famiglia con le mie due sorelline piccole, che stanno sempre con me e con altri bambini a cui voglio molto bene. Stiamo bene insieme e inventiamo tantissime storie quando giochiamo. Ognuno fa un personaggio e andiamo avanti interi pomeriggi.
Purtroppo tutto questo succede in uno stanzone un po’ rovinato dove non abbiamo molti giochi, nemmeno dei tavolini o delle sedie per giocare al ristorante, per esempio.
Mi piacerebbe svegliarmi una mattina, andare nel nostro stanzone e trovarci dentro tante cose nuove, e non tutte rotte, per inventare ancora nuove storie più belle e divertirmi ancora di più.

Mi dico che se fossi la madre di Elena e delle sue sorelline vorrei poter far conoscere loro il formicolio nelle dita che solo un bimbo può sentire scartando un regalo inatteso, i sogni ad occhi aperti pieni di balocchi la mattina di Natale.

Un giocattolo potrebbe sembrare un sogno frivolo, ma chi di noi non ha mai spiccato il volo con la bambola o la macchinina dei desideri tra le dita?
Chi di noi non ha mai creato un mondo bellissimo semplicemente plasmandolo con morbido pongo o dipingendolo con i colori più brillanti di sempre? Solo da piccoli si può.

ungrandecuore_carrefour (2)
Io queste emozioni le ricordo ancora, le sento nitide e vive nello stomaco ad ogni volo pindarico di fantasia tra i giocattoli, i primi amici di un bimbo. Le leggo tutt’oggi negli sguardi dei miei figli.
E lo so che forse non è molto, ma se realizzare questo desiderio farà sorridere di spensieratezza, anche solo per un momento, Elena e altri bambini come lei, beh, non ho dubbi: voglio combattere per questo sogno. Quindi sposo questo qui.

Il peso specifico di un piccolo gesto

Più di ogni altra cosa però sarebbe bello che questo piccolo gesto potesse generare speranza negli adulti di domani.
Che li aiutasse a credere ancora negli altri, perché tutti insieme forse non potremo cambiare le cose di netto, ma possiamo migliorarle. E poi chissà.
Che fornisse loro la certezza di quanto ancora valga la pena perdersi in un sogno, perché potrebbe realizzarsi. E ancora più forte la certezza che il peso specifico di molti cuori è davvero incalcolabile per quanto è importante, perché si tratta di cuori traboccanti di piccoli gesti e gonfi di vero amore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *